L’emicrania o cefalea è una malattia a forte rilevanza sociale: è stato calcolato che, soltanto in Italia, colpisce tra i 6 e i 7 milioni di persone, tra cui la maggioranza sono donne. Si tratta di un disturbo che può assumere connotati invalidanti: dolore intenso in una parte della testa che spesso si accompagna a nausea, vomito, fotofobia (avversione per la luce), fonofobia (avversione per il suono), vertigini e confusione mentale.

La maggioranza delle persone, per porre in qualche modo rimedio al problema, ricorre ai farmaci. Tuttavia, essi non sono privi di effetti collaterali e, quando all’emicrania si accompagna la nausea o il vomito, anche assumere un farmaco diventa problematico.

I risultati delle recenti ricerche portano alla conclusione che esiste una consistente evidenza circa l’agopuntura e l’apporto di benefici rispetto al trattamento solo sintomatico o al trattamento di routine sia per l’emicrania che per la cefalea di tipo tensivo. La terapia con gli aghi gode anche di un vantaggio in più rispetto ai farmaci tradizionali: produce molti meno effetti collaterali.

E’ logico che prima di consigliare ad un paziente che soffre di cefalea di sottoporsi ad agopuntura devono essere escluse con rigore scientifico tutte le possibili cause “organiche” del mal di testa (tumori cerebrali, anomalie vascolari cerebrali, meningiti , trauma, ecc… ) le quali, in caso, devono essere affrontate con gli appositi strumenti terapeutici neurochirurgici e/o neurofarmacologici.