La criopreservazione degli ovociti offre la possibilità di preservare per molti anni a venire gli ovociti femminili quando vi sia la necessità di procrastinare e salvaguardare negli anni futuri la ricerca di maternità a fronte, nella maggior parte dei casi, di un’immediata e seria minaccia alla fertilità da parte di una grave malattia.

Il caso più tipico è, infatti, quello di ragazze in cui viene fatta diagnosi di un tumore maligno in età adolescenziale/giovanile con rischio di perdere per sempre la capacità riproduttiva, a causa sia del danno chirurgico diretto sull’ovaio che del danno indiretto da chemioterapia e/o radioterapia. Altra condizione piuttosto tipica è quella della menopausa precoce (“POF“: “Premature Ovarian Failure” ) condizione patologica nella quale, per causa genetica , il patrimonio follicolare ovarico è destinato ad esaurirsi spontaneamente in epoca molto anticipata con conseguente perdita definitiva della fertilità.

Il congelamento dei propri ovociti permette, inoltre, alla donna di posticipare la realizzazione del progetto di maternità ad un’ età più avanzata utilizzando però ovociti prodotti in epoca più giovane, quando le potenzialità biologiche dell’ovaio sono più elevate ed è minore il rischio di anomalie cromosomiche del concepito. Attualmente gli ovociti vengono preservati mediante un a tecnica chiamata vitrificazione, la quale consiste in un loro congelamento ultra rapido in azoto liquido in piccole provette (paillettes) dove possono rimanere diversi anni. Per iniziare una gravidanza gli ovociti ottenuti dopo scongelamento vengono inseminati con la tecnica di microinseminazione (ICSI). Avvenuta la fecondazione gli embrioni vengono trasferiti nell’utero della donna dopo circa 2-5 giorni. Infine la conservazione degli ovociti può essere necessaria nel caso di /b>FIVET in cui il numero degli ovociti prodotti dalla donna durante la terapia di stimolazione ormonale sia molto elevato e non sia opportuno produrre un numero eccessivo di embrioni, oppure quando la paziente stia andando incontro ad una sindrome da iperstimolazione ovarica.