Con questo termine si intende una particolare modalità dell’ecografia fetale, caratterizzata dalla ricostruzione computerizzata dell’immagine del feto contemporaneamente nei tre piani dello spazio. Tale immagine può essere statica (3D), oppure in movimento (4D, oppure 3D-live).

Grazie all’ecografia tridimensionale in movimento (3D-live) e’ possibile vedere il proprio bambino muoversi, osservare le espressioni del suo viso e persino indovinare le somiglianze. I vantaggi di questa ecografia sono notevoli sia dal punto di vista psicologico (l’impatto emozionale sui genitori dell’immagine “reale” del proprio bambino è davvero notevole), sia dal punto di vista tecnico-diagnostico.

L’esame in 3D è molto utile per la diagnosi delle malformazioni del viso ed in genere della superficie corporea del feto (labio-palatoschisi, dimorfismi facciali, spina bifida e altri difetti della linea mediana). Inoltre essa può fornire indicazioni morfologiche molto importanti per la diagnosi di sindromi genetiche complesse, le quali sono associate spesso a particolari elementi patognomonici dei tratti somatici, come ad esempio l’impianto basso delle orecchie, retrognazia e micrognazia (mandibola eccessivamente arretrata o eccessivamente piccola).

L’esame in 3D può essere determinante per la diagnosi di anomalie degli arti e delle dita delle mani e dei piedi, e in genere, di tutte le displasie ossee. Per quanto riguarda gli organi interni fetali (cuore, polmoni, organi addominali, etc.) l’eco 3D ha una notevole capacità rappresentativa dell’entità di una determinata malformazione, la quale in genere viene sospettata e diagnosticata con l’ecografia “classica” bidimensionale, ma può essere utilmente rappresentata, anche ai fini del delicato processo di “consulenza prenatale” per i genitori, tramite l’eco 3D.