Si tratta di disturbi che nascono dall’eccessiva importanza attribuita all’alimentazione, al peso e alle forme corporee. Sono legati ad una percezione distorta della propria immagine che influenza ogni aspetto della vita reale, associandosi spesso a patologie psichiatriche come depressione, disturbi d’ansia e della personalità.

I disturbi alimentari si suddividono in:

  • Anoressia nervosa: il rifiuto del cibo dipende dalla ricerca esasperata della magrezza e dalla necessità estrema di controllare l’alimentazione. I comportamenti delle persone affette da questa patologia sono tutti volti al mantenimento di un peso molto al di sotto di quello naturale attraverso una dieta ferrea, un eccessivo esercizio fisico, uso di lassativi per eliminare il cibo ingerito.
  • Bulimia nervosa: è caratterizzata da un ciclo autoperpetuante di dieta ferrea interrotta da improvise abbuffate e vomito autoindotto. Sembra che siano colpite con più frequenza da questa patologia persone con peculiari caratteristiche di personalità: scarso concetto di sé, elevati livelli di perfezionismo, pensiero tutto o nulla e difficoltà a controllare gli impulsi.
  • Disturbo dell’alimentazione incontrollata: è caratterizzato da significativi problemi di abbuffate, cioè assunzione di un’elevata quantità di cibo associata a un senso di perdita di controllo sull’atto del mangiare. Questa patologia affligge circa il 20-30% dei soggetti che si rivolgono a degli specialisti per perdere peso.

La Terapia Cognitivo Comportamentale è fortemente raccomandata per la cura dei disturbi del comportamento alimentare. Essa infatti applica interventi cognitivi finalizzati non solo ad affrontare i pensieri disfunzionali che stanno alla base di una visone distorta del proprio corpo e di uno scorretto rapporto con il cibo, ma anche le assunzioni fondamentali associate ai conflitti interpersonali, i sentimenti di inefficacia, le lotte per l’autonomia e le paure associate allo sviluppo psicosociale.

Sono integrate nel trattamento anche componenti della terapia familiare, poichè spesso, è proprio all’interno della famiglia che si sviluppano le problematiche più profonde che stanno alla radice di questi disturbi.