L’ecografia renale non è un esame fastioso e viene eseguito solitamente con una sonda ecografica esterna, appoggiata sulla regione addominale e lombare, la quale esplora i reni, la loro struttura, i vasi e gli organi contigui come le arterie renali, l’aorta e la vena cava, e le ghiandole surrenali.

Nelle pazienti di sesso femminile adulte, l’esplorazione della vescica e dell’ uretra può essere eseguita anche mediante una sonda ecografica di tipo ginecologico endovaginale. L’ecografia renale e vescicale viene richiesta quando esiste un sospetto clinico relativo alle seguenti possibili condizioni patologiche:

  • patologia dei reni: cisti, noduli, malformazioni, neoplasie dei reni e surreni
  • calcoli, dilatazioni delle vie escretrici superiori (calici, bacinetto ed ureteri) ed inferiori (ureteri e vescica) L’esame non sostituisce le scintigrafie, perché non fornisce indicazioni precise sulla funzione renale e surrenale, mentre è invece essenziale per diagnosticare o sospettare l’insorgenza di una patologia organica (cisti, noduli, tumori). Esso permette di discriminare tra lesioni di tipo solido e liquido, di natura benigna o maligna, avvalendosi anche dell’ausilio del color e del power Doppler che permettono di valutare con esattezza la vascolarizzazione di eventuali patologie nodulari. Una volta individuata un’area sospetta si può procedere all’aspirazione ecoguidata della lesione (Fine needle aspiration).