Con questo termine si intende l’insieme delle tecniche e delle terapie finalizzate ad ottenere ovociti di buona qualità, capaci cioè di dare origine ad embrioni vitali e sani da ovaie che sono nella fase terminale della loro attività fertile o che hanno perduto tale capacità a causa di insulti di varia natura (chemioterapia, tumori non ovarici, radioterapia, esito di interventi demolitivi per tumori ovarici o per gravi forme di endometriosi, oppure a causa della POF (Premature Ovarian Failure).

Il ringiovanimento ovarico si pone come alternativa alla ovodonazione nella PMA (procreazione medicalmente assistita) e, in prospettiva, offre la possibilità di ottenere embrioni omologhi.

Le tecniche proposte sono estremamente innovative e ricche di importanti applicazioni scientifiche, non solo nell’ambito della riproduzione umana assistita, ma anche in oncologia e nella medicina dei trapianti di organi.

Tuttavia, i progetti di ricerca sulle possibilità di ringiovanimento ovarico sono ricchi di inquietudini e interrogativi etici che dovranno essere analizzati in maniera approfondita dai comitati internazionali di bioetica prima di essere proposti e applicati in campo clinico e prima di essere normati e validati anche dall’ordinamento giuridico dei vari Paesi. Questo è stato uno degli argomenti trattati durante il recente Congresso ESHRE, svoltosi a Ginevra dal 02 al 05 Luglio 2017, al quale ha preso parte il Dott. Vincenzo Trengia

Per approfondimenti
Bukovsky Reproductive Biology and Endocrinology