L’atrofia endometriale (EA) e la Sindrome di Asherman (AS) sono patologie non rare caratterizzate dal grave assottigliamento dello spessore dell’endometrio e dalla presenza di aderenze che causano gravi alterazioni del “pattern” mestruale, fino alla completa amenorrea e rendono la cavità uterina “inabitabile” per un embrione, provocando una severa infertilità.

Tale patologia è spesso il risultato finale di una serie di “insulti” portati all’endometrio sia da eventi traumatici chirurgici sia da cause infettive (infezioni da Clamidia , Micoplasmi, ecc…), sia da grave carenza ormonale non adeguatamente corretta, sia da chemioterapia/radioterapia.

L’atrofia endometriale rappresenta sempre un grave pericolo per tutti i progetti di PMA, anche di tipo eterologo , poiché , nelle donne che manifestano queste problematiche, l’embrione prodotto non ha la possibilità di attecchire e prosperare.

La terapia convenzionale consiste nell’uso di ormoni estroprogestinici, associati o meno ad antibiotici, antiinfiammatori, cortisonici.

Recentemente ha sollevato molto interesse nel mondo scientifico il progetto di rigenerazione dell’endometrio mediante il trapianto in loco di cellule staminali autologhe (derivate dal midollo osseo della stessa paziente). La strategia è molto promettente e sembra ottenere, in associazione alla terapia convenzionale, risultati molto più efficaci, rapidi e duraturi nel temo della terapia convenzionale Di questo si è discusso a lungo durante l’ultimo congresso internazionale ESHRE svoltosi a Ginevra dal 2 al 5 luglio 2017, a cui ha preso parte anche il dr. Vincenzo Trengia, ginecologo dello Studio medico Santa Caterina.

Per maggiori info vedi il link all’articolo: Human Reproduction – Oxford, England